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...... anima boh

Tutt'altro oggi avevo voglia di scrivere... poi il parlare con alcune persone mi disorientà un po..... Quindi non scrivo.... riporto solo.... P: Come tutte le persone intelligente finisci per fuggire ad ogni definizione di te stesso io: Non so.... una cosa ho imparato a fare.... non autodefinirmi questo si... la frase a cui non rispondo.... è proprio.... "Come sei?" boh.... sono come mi vedi e quindi per ognuno una persona diversa P: Definizione esterna, hai quindi rinunciato? io : giusta osservazione non lo so.... P: Di cosa hai bisogno per questo? io : non ne ho idea P: Sei umile di fronte alla tua enigma caro io : questa è difficile   Cioè? P: Che non cerchi di conoscere meglio i tuoi confini Lasci la tua anima derivare liberamente io   Li temo...credo .... Non sei la prima a farmi questa osservazione...recentemente

Un perfetto indossatore di maschere....

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Non mi è mai piaciuto il carnevale e non ho mai amato travestirmi. Perchè dover rendere evidente una cosa che giornalmente faccio? Non mi son mai piaciuti i riflettori, lascio il palco agli altri, che la "regia" l'ho sempre trovata più interessante. Spesso quando guardo gli "spettacoli" altrui mi viene da sorridere, noto le falle della recitazione e più che altro mi soffermo ad osservare il "pubblico", come reagisce, cosa nota, quanto tempo passa prima che inizi a pronunicare quelle due o tre paroline che indicano la fine.... BUGIARDO.... FALSO..... INGANNATORE..... IPOCRITA...... ..... quando è così è ora che mi alzi, questo "spettacolo" è finito, il pubblico non ha gradito. Ci sono dei giorni che in fondo vorrei sentir il mio "pubblico", pronunciare una sola di queste parole, ma non è così. Ognuno di loro adora il suo spettacolo, spesso cucito per loro, per la loro vita, per il loro modo di esser,  non hanno nessuna vogl...

Quando l'anagrafe è inutile.....

Se metto da parte gli ambienti strettamente formali o professionali mi rendo condo che l'importanza dell'anagrafe e quindi di possedere un nome e cognome è veramente relativa.... Sarà che ho un nome comunissimo (boh ? :p) o che da queste parti avere un soprannome o un nomignolo è normale come saper respirare, sta di fatto che da quando ho memoria (sono uno smemorato per diritto di nascita) io non vengo chiamato con il mio nome. Non ho mai scelto come esser chiamato (non sopporto che si affibbia i soprannomi da solo... e c'è chi lo fa'), una mattina lo sveglio di turno ha deciso chiamarmi così è piaciuto agli altri (ehmmm naturalmente il diretto interessato non ha voce in capitolo in questi casi) e quello è divenuto il mio nuovo nome. In gioventù, alle scuole superiori e per qualche anno a seguire venivo chiamato "il professore" ops scusate "er professore", ma non mi metto a dirvi il perchè.... Ambienti diversi e per un periodo in contempora...

C’è oretta e oretta….

Ed il povero commesso ignaro, dopo aver guardato l’orologio disse: -          -  Tra un’oretta è tutto pronto, il tempo che mangiate qualcosa e al vostro ritorno siamo pronti. Tra me e me penso (parolona…. Lo so): un’oretta….ok, ho giusto fame e soprattutto una gran sete, mi sto per girare ed uscire quando……. Il collega che era con me: -               - Un’oretta?....   Guarda il suo orologio lo indica e girando il quadrante verso il povero commesso (ignaro del suo grande errore di valutazione), dice: -          -  Bene, sono le 12,00 !!! Ci vediamo alle 13,00…. Si vede…. È palese …è disorientato, intimorito ed un po' preoccupato, riesce solo a ripetere (commettendo il suo secondo errore): -            -  Si, si un’oretta….  Ed arriva la seconda dose di precisione: -    ...