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Visualizzazione dei post da 2013

Autunno....

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Sempre pensieri sparsi..... Strana gente quella nata a novembre. Non sono un appassionato di oroscopi ne di astrologia, però faccio "statistiche" personali con le persone che incontro. Irremovibili, anche contro il loro interesse, se si mettono in testa una cosa è quella, anche a costo di calpestarsi. Mio padre è di novembre ed è sempre stato una di quelle persone davanti a cui mi son sempre arreso fin da piccolo. Io: "papà posso fare ..... ?" P.: "No" Io: "perchè no?" (ancora ingenuo...poi ho smesso) P.: "Ho detto No" Basta, la conversazione terminava così, al massimo potevo sperare in un permesso di sottobanco di mia madre, che spesso e volentieri arrivava. Il problema grosso infatti era quando mia madre diceva...... "Per me No, ma chiedi a tua padre" .... Neanche andavo.... con gli anni ho imparato a fare e non chiedere. Mia "Sorella" è di novembre. Ragazza all'apparenza, dolce, gentile, matta e un po svampita...

.... in pochi ci riescono....

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" Ecco quì va bene ". La macchina rallenta e svolta per entrare in un parcheggio semi deserto che fiancheggia la statale, pochi metri e si ferma, spegne il motore. " Che c'è quì ?" Non mi risponde, apre lo sportello della macchina e scende. " Scendi? !!! " Il tono non pemetteva repliche, anche se era evidente il mezzo sorriso delle labbra, era anche sottointeso 'scendi e non rompere con le domande'. Scendo anche io. Apre lo sportello posteriore e vedo che armeggia con qualcosa. Intanto faccio il giro della macchina e quando gli sono quasi vicino, si gira e con aria trionfante mi mostra una busta che ha in mano. Son mezzo ciecato.... ma capisco cosa contiene. Sorrido.... scuoto la testa. " Te la sei portata dietro? " " Certo. " Era una settimana che la 'maledetta' mi aveva fatto venir voglia di bere il suo ultimo esperimento, Sangria Bianca. Ed aveva anche detto che me l'avrebbe fatta assaggiare. ...

UniPosca e Piazza del Popolo..... ricordi ....

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Oggi su fb si cazzeggiava un pò sul vintage e di conseguenza via con i ricordi.... quelli simpatici, delle cavolate leggere fatte da ragazzi, quelli si posso raccontare e farci due risate sopra. Quindi.... via a questa cavolata. Ricordate gli UniPosca? Avevo una specie di ossessione per gli uniposca, ne portavo sempre qualcuno in tasca (nero, bianco, argento, blu) e ci scarabbocchiavo scritte e "disegni" un po ovunque. Le vittime predilette erano il banco di scuola e il mio zaino, ma non ho risparmiato fermate degli autobus, muri dei palazzi e ..... ehmm.... Mi piaceva la scuola, mi è sempre piaciuta, non facevo un cavolo, entravo quando mi andava e me ne fregavo bellamente di compiti in classe, interrogazioni, voti (credo che mia madre sia ringiovanita di 20 anni, quando ho finito le superiori).... Un giovedì mattina (2 ore di italiano, 2 ore di ragioneria, 1 di francese e l'ultima di educazione fisica) stavamo decidendo, con un mio compagno di sventure, se entrar...

Con il culo a terra....

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Apro la porta di casa.... vuota (come previsto). Lascio dove capita i vari fardelli... entro in salone ed accendo l'aria condizionata (maledetto caldo). Vado in cucina, apro il frigo...... vuoto, ma non tanto per dire, veramente semi vuoto, nulla di commestibile al volo. Dispensa.... vuota. Accendo la macchina del caffè, aspetto quel paio di minuti che si scaldi e mi preparo un caffè. Prendo il bicchierino e torno in salone.... guardo la sedia..... il divano..... Metto il bicchierino in terra, mi siedo sul pavimento con le spalle e la testa appoggiate al divano e mi bevo "il mio pranzo". Con il culo a terra........ Ma sei sicuro?  Guarda che c'è posto !!! Questa è la frase più ricorrente, quando a casa di amici scelgo il pavimento al divano o sedia per sedermi.  E la gente non ci vuol credere che io sto più a mio agio con il culo a terra.  Non so perché, non me lo so spiegare ma il stare a contatto con il "terreno" mi mette a mio agio o meglio...

Tu quoque, BRUTO, fili mi!

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Domenica apatica di riposo. Tranquillamente e leggiadramente, stravaccato sul divano tra il dormo poco o mi uccido con un due o tre ore pomeridiane. Tutto sembrava fatto, gli occhi stavano per cedere.... e.... Saltellando arriva la Nana e ancora saltellando si lancia sopra a me. "Mi annoio !!!" Io: "Dai, fammi riposare un po" Nana: "Giochiamo al gioco dell'oca?" Io: "Dopo..." Nana: "Daiiii, solo poche partitine" Guardo fuori dalla finestra, c'è il sole. Guardo l'ora sul cellulare, sono da poco passate le 15. E mentre maledico il super potere (ereditario, direbbe mia madre) della Nana, che consiste nell'ascoltare solo ciò che si vuole, formulo la seguente frase: "Dai è bel tempo, andiamo un po a giocare in piazza" Nana: "Siiiiiiiiiiiiiiiii...... Poi giochiamo al gioco dell'Oca" Io: "Deciditi, o usciamo o giochiamo al gioco dell'oca, cosa preferisci?" Nana: ... le rotelle girano veloci...

Stralci di.....

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Settimana strana quella da poco terminata. "Colpa", merito del piacere di legger blog altrui son incappato in un post di Insight dove si acennava alla vendetta e mi son fatto un paio di conti. Non sono vendicativo io, sono uno che lascia passare, che dimentica, che passa tutto con una pacca sulla mia spalla, che sorride volentieri a torto subito, che di fondo se ne frega un po di tutto e tutti........ Tutto chiaro? Ok, facendo due conti con me stesso mi son reso conto che ho riscosso quasi tutti i crediti che secondo me vantavo. Me ne son rimasti due, ma riscuoto anche quelli, perchè....... Perchè è vero tutto quello che scrivo ed è vero anche tutto il contrario. La Vendetta è un piatto che mi piace, ma a modo mio e come lo "cucino" io. Chi fa torto, raramente si accorge di quanto mi abbia "infastidito". Pochi minuti, ore, giorni (a seconda della gravità) e son tutto sorrisi. Aspetto di smaltire la rabbia. Aspetto che l'atro si dimentichi d...

Alla fermata dell'autobus...

Raro che prenda i mezzi in città, preferisco mouvermi con la macchina (questioni di tempo), ma ogni tanto ci riprovo e devo dire che ha sempre il suo fascino. Quindi, fermo alla fermata dell'autobus a fumarmi la mia sigaretta (spero sempre che Murphy non mi tradisca.... e... si non era la sigaretta elettronica...) ed intanto mi guardo i due "compagni" d'attesa. Una vecchietta tutta infagottata, con le sue belle buste della spesa (secondo me, dopo una certa età le danno in dotazione a tutte le vecchiette che prendono i mezzi pubblici, perchè altrimenti non spiego) ed una ragazza, leggermente spostata alla mia destra, di spalle alla strada ed intenta a scrivere qualcosa sul cellulare. Finisco la sigaretta e niente. Dopo una decina di minuti in lontananza, vedo la sagoma ingombrante ed arancione di autobus avvicinarsi. Socchiudo gli occhi per metter a fuoco il numero.... 311, no... non è il mio. Arriva alla fermata. La vecchietta sale arrancando con le sue strac...