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Visualizzazione dei post da febbraio, 2026

Stralci di..... #22 - Nero

Quel nero che da sempre è con me. Sono nero nel vestire, sono nero nel pensare, sono nero nel muovermi. In quanto nero, evito la luce e chi è luce. Non è sempre così, mi è piaciuta la luce, ma ne ne sono privato e ora dentro torna il mio nero. Solo che ora faccio fatica ad usarlo e ne subisco solo le conseguenze. Vorrei (e non è detto che non lo faccia) lasciare il cellulare a casa, prendere un treno e partire. Non è importante neanche il dove (anche se la mia testa mi suggerisce un "luogo"), ma di fondo un posto dove potermi isolarmi senza far del male a nessuno. -------------------------------------------------------------------------------- Non ascolto la musica italiana, perché come ho detto più volte ne capisco il testo e noi italiani siamo tremendamente sentimentale nelle canzoni (magari lo sono anche le canzoni inglesi, ma per mia "fortuna", non capisco bene l'inglese). Ho fatto una cavolata. E' iniziato San Remo ed ho visto che tra i partecipanti c...

Come anni fa

Ormai una settimana fa. Salgo in macchina e si parte. Destinazione Umbria (nello specifico un piccolo paese a 15 km dal più rinomato Todi), mia madre è umbra e metà della mia parentela è di la. Pochi metri e la voce di mio padre si fa sentire. Tono fermo, ma con voce non alta: " Vai piano, ci voglio arrivare al funerale ". Non si sta rivolgendo a me, io sono seduto sul sedile passeggero (anteriore). C'è mio fratello alla guida e si è vero non ha una guida tranquilla (e la macchina è di mio padre), ma ormai lo sappiamo tutti e nessuno ci fa caso... tranne mio padre. Una manciata di minuti e parte di il disco: " Non capisco perché.. ". Questo disco non smetterà di "suonare" per tutto il viaggio, tranne per le mie brevissime incursioni, tanto per far vedere che qualcuno sta ascoltando. La sua voce è martellante, con toni che vanno dal tranquillo all'aspro, con spunti di ilarità. Mia madre. Riflettevo. Che strano, questo 'viaggio', mi riporta p...

E ci risiamo

 Avevo in mente altri due post completamente diversi (non è vero, uno un po' diverso, l'altro è frutto della pioggia), ma sembra che stia diventando normale anche io... sogno. Il problema è cosa sogno. Questa vola non aperto gli occhi e non ho so che ore fossero. Contorto per la maggior parte dello svolgersi della 'storia'. Ricordo che si parlava di case (forse perché avrei la curiosità di vedere come è casa dopo i cambianti che so dovevano avvenire), di lavoro di elicotteri che mi cercavano e che precipitavano, di camminate per le strade di un quartiere di Roma, che però non riconoscevo. Ho interagito con molte persone, ma nessuna aveva un vero volto, nessuna si è impressa nella mia memoria, tranne due.. Verso la fine (perché l'ho fatto finire io), dopo che l'elicottero è precipitato (io non ero sull'elicottero), mi era successo qualcosa, non stavo bene, ero a terra. Una collega, Marina (si è il suo vero nome.. e vabbè), mi si avvicina, mi chiede cosa può f...

beati coloro che non videro e tuttavia credettero...

Sapete probabilmente da chi fu detta questa frase, come probabilmente è famoso colui al quale venne rivolta. Non sono sicuramente trai i beati. Sono fatto male così. Quando mi dicono una cosa, anche se so che è più che plausibile (nello specifico, so che Lei non aveva motivo di mentirmi) io non ci credo, devo vederla con i miei occhi, mi devo far male per bene, per capire le cose. Non avevo nessuna voglia di constatare questa verità, quindi son stato alla larga da orari o posti che sapevo non dover frequentare, tranne per una strana abitudine che ho preso da un mese a questa parte. Strana perché lo è per me. Pausa pranzo, un'ora. Non mangio, non ho fame (altro residuo del cavolo) e quindi mi faccio una passeggiata. Nulla di che tra andata e ritorno sono circa due chilometri e mezzo. E' una strada dritta piena di negozi e gente che sta in pausa pranzo e con diversi ricordi, sia positivi che negativi. Ma so che è un orario dove non dovrei far incontri. Passeggio per tutto il temp...

Come mi guardi...

Ci sono due frasi che rimbalzano nella mia testa. Due frasi simili ma contrarie. Il cameriere porta e le pizze al tavolo (non riuscirei mai portare 3/4 pizze in una sola volta.. ma 'loro' ci riescono) ed io come al solito me la squadro, prendo la forchetta e il coltello e mi preparo ad effettuare i miei maniacali 8 spicchi... quando.. " Cosa avrei dato per esser guardata anche una sola volta come stai guardando quella pizza " Non rispondo, non dico nulla, perché so benissimo che questa affermazione è vera. Non ho nulla da controbattere, nessuna falsa frase da dire, nessuna domanda stupida da fare, del tipo "ma perché dici così?". Taccio, gli altri presenti al tavolo fanno il resto, continuando a palare del più e del meno. E questa pallina (frase) inizia a rimbalzare nella mia testa. Rimbalza... Rimbalza... Rimbalza... ed inevitabilmente si scontra con un'altra pallina che sta facendo i suoi 'giri' da qualche anno... Si scontrano e... Non ricordo ...