Silenzio
Forsa per "colpa" degli eventi mi ritrovo a far alcune considerazioni non proprio allegre.
Ricordo bene, con quanta attenzione e con quanti pensieri osservavo i miei genitori affrontare la morte dei proprio genitori (i miei nonni), osservavo però con certo distacco. Erano si i miei nonni ed alcuni son riuscito a viverli anche da ragazzo, ma comunque era una morte che per qualche motivo non sentivo così mia, così 'stretta' (in fondo erano solo i miei nonni.... ed alla loro morte io avevo comunque i miei genitori.... che egoista di merda lo so).
In questi giorni invece sto riflettendo sul fatto che ora son io a ritrovarmi nei panni dei miei all'epoca e quindi è inevitabile che mi ritrovi a pensare a quando moriranno. Cosa mi mancherà.
Probabilmente tutto. Ho un buon rapporto con tutti e due, ma mentre con il passar degli anni ho sviluppato un filtro per mia madre (quindi riesco a non sentiral proprio quando si incazza, urla, sbraita o solo mi fa qualche paternale o qualche strana richiesta.... per non parlare del suo continuo cambiar opinione come se niente fosse rinnegando completamente di aver sostonuto la precedente) credo che mi mancheranno tanissimo i silenzi di mio padre.
Due opposti.... un mare in tempesa (mia madre) un motagna silenziosa (mio padre).
Ho completamente rimosso le urla ed i ceffoni (o cucchiarelle di legno e zoccoli volanti) di madre.. ma non riesco a dimenticare e per certi aspetti ancora a temere i silenzi di mio padre.
Cavolo che male che faceva/fa il suo silenzio.... seguito da sguardi di dispravazione, raramente un tono troppo alto di voce, ancor più raramente ho preso botte da lui (credo una o due volte in vita mia) eppure quanto cavolo mi facevano star male quei silenzi.... Mi mancheranno i suoi silenzi, nel bene e nel male, più di ogni altra cosa, più di ogni sorriso o gesto amorevole di mia madre o anche sua.
Da parte mia, credo di aver ereditato in parte il carattere di mio padre, allo stesso tempo se non son io che mi isolo dagli altri, mi trovo in difficoltà quando in compagnia di alter persone c'è silenzio. Mi imbarazza e cerco in ogni modo dif ar si che nasca una conversazione.... che si rida...si pianga... qualsiasi cosa pur di non sentir 'silenzio' ed anche per questo mi capita di diveneri il 'giullare' della serata...il cazzaro.... il chiacchierone..... (cose che di mio eviterei volentieri essendo a dispetto di quel che può sembrare una persona un po 'timida' e soprattutto riservato).
Per riesco a godere dei silenzi, solo con una persona e trovo la cosa molto curiosa.
Bene, se son stato contorto è tutto normale non 'sperate' che io sia chiaro o lineare... non mi riesce proprio (e mi son stufato di scrivere.... però credo che sul rumore del silenzio potrei parlarne per ore ed ore).
Ricordo bene, con quanta attenzione e con quanti pensieri osservavo i miei genitori affrontare la morte dei proprio genitori (i miei nonni), osservavo però con certo distacco. Erano si i miei nonni ed alcuni son riuscito a viverli anche da ragazzo, ma comunque era una morte che per qualche motivo non sentivo così mia, così 'stretta' (in fondo erano solo i miei nonni.... ed alla loro morte io avevo comunque i miei genitori.... che egoista di merda lo so).
In questi giorni invece sto riflettendo sul fatto che ora son io a ritrovarmi nei panni dei miei all'epoca e quindi è inevitabile che mi ritrovi a pensare a quando moriranno. Cosa mi mancherà.
Probabilmente tutto. Ho un buon rapporto con tutti e due, ma mentre con il passar degli anni ho sviluppato un filtro per mia madre (quindi riesco a non sentiral proprio quando si incazza, urla, sbraita o solo mi fa qualche paternale o qualche strana richiesta.... per non parlare del suo continuo cambiar opinione come se niente fosse rinnegando completamente di aver sostonuto la precedente) credo che mi mancheranno tanissimo i silenzi di mio padre.
Due opposti.... un mare in tempesa (mia madre) un motagna silenziosa (mio padre).
Ho completamente rimosso le urla ed i ceffoni (o cucchiarelle di legno e zoccoli volanti) di madre.. ma non riesco a dimenticare e per certi aspetti ancora a temere i silenzi di mio padre.
Cavolo che male che faceva/fa il suo silenzio.... seguito da sguardi di dispravazione, raramente un tono troppo alto di voce, ancor più raramente ho preso botte da lui (credo una o due volte in vita mia) eppure quanto cavolo mi facevano star male quei silenzi.... Mi mancheranno i suoi silenzi, nel bene e nel male, più di ogni altra cosa, più di ogni sorriso o gesto amorevole di mia madre o anche sua.
Da parte mia, credo di aver ereditato in parte il carattere di mio padre, allo stesso tempo se non son io che mi isolo dagli altri, mi trovo in difficoltà quando in compagnia di alter persone c'è silenzio. Mi imbarazza e cerco in ogni modo dif ar si che nasca una conversazione.... che si rida...si pianga... qualsiasi cosa pur di non sentir 'silenzio' ed anche per questo mi capita di diveneri il 'giullare' della serata...il cazzaro.... il chiacchierone..... (cose che di mio eviterei volentieri essendo a dispetto di quel che può sembrare una persona un po 'timida' e soprattutto riservato).
Per riesco a godere dei silenzi, solo con una persona e trovo la cosa molto curiosa.
Bene, se son stato contorto è tutto normale non 'sperate' che io sia chiaro o lineare... non mi riesce proprio (e mi son stufato di scrivere.... però credo che sul rumore del silenzio potrei parlarne per ore ed ore).
Ho il tuo stesso problema con mia madre, quindi a pelle ti direi "Non fasciarti la testa prima di essertela rotta", ma poi mi sentirei un'ipocrita. La verità è che con le vite degli altri siamo tutti serafici filosofi. Per quanto tu riesca ad esprimere bene quanto ti mancheranno le tue figure parentali, non posso/nessuno può entrare direttamente in contatto col tuo dolore. Come non si può col mio. Forse nemmeno l'immedesimazione ci dà l'esatta cognizione di quanto soffra l'altro, e questa è una forma di difesa umana basilare: se tutti ci facessimo coinvolgere al punto da entrare nella pelle degli altri, non avremmo pace.
RispondiEliminaEppure spesso è proprio di questo tipo di empatia che avremmo segretamente bisogno, e che ricerchiamo negli altri un po' egoisticamente.
Neanch'io ho sofferto troppo per la morte dei miei nonni (materni), comunque. Quando è morto mio nonno avevo 1 anno e mezzo. Quando è morta mia nonna ne avevo 13, ma ugualmente non sono andata al di là di una lieve malinconia. A volte penso di essere anaffettiva, di temere solo per la mia solitudine, e non so se considerarlo un vantaggio (squallido, ma sempre un vantaggio).
Ciao.
"A volte penso di essere anaffettiva" ah.... ecco, non so se è italiano a me han dato dell'anasentimentale :)
EliminaNo, non mi fascio la testa, per il semplice motive che son pensieri molto veloci sui quali non mi soffermo a lungo (per fortuna.... o probabilmente per isitinto di convervazione).
Empatia... non ho mia fatto caso se la cerco, sai che forse la evito? Mi preoccuperebbe una persona empatica che mi capisce (vorrebbe anche dire che sa molto di me.... uhmmm).
è un pensiero per me quotidiano, anche perchè verosimilmente i miei sono più anziani dei tuoi genitori.
RispondiEliminaCerco sempre di non aver questo tipo di pensieri... però delle volte non riesco ad evitarli :)
EliminaQuando mio padre si è ammalato avevo il timore di non essere all'altezza della situazione. Il problema è se loro non accettano di essere ammalati, purtroppo!
RispondiEliminaPer ora riesce ancor a trasformare il non accettare di esser ammalato con la voglia e la determinazione a guarire (e dimostrare così a noi...che non era puoi nulla di che). Fin quando funziona :)
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