Inizia la stagione dell'insorfferenza, da caldo. Vi lo comunico uffcialmente, già fa troppo caldo per i miei gusti e l'apatia mi assale più che mai. Come al solito aveo diverse cosa da scrivere, ricordo benissimo che alcuni gionri fa mi son detto (e ripromesso) che sarebbe stato meglio scriver due righe di appunti, tanto per non perder il filo delle cose. naturalmente non l'ho fatto e naturalmente oggi che ho deciso di scriver 4 cose da queste parti, ho dimenticato praticamente tutto. Ah si.... una cosa me la son ricorda ora mentre scrivevo. Ormai da qualche mese ho natoto che con l'avvicinarsi della bella stagione (quindi parliamo di almeno un paio di mesi fa) si vedono in giro sui social tantissimi post di persone che pensano al nostro fisico ed alla nostra linea (perchè se si limitassero a loro stessi la cosa non mi disturberebbe, anzi), sponsorizzando stili di vita sana, salutare...quindi giù con consigli su sport... cibi.... pozioni strane... e trattamenti a...
... a far finta di nulla. Ho sempre criticato le persone che suppongono e sulle supposizioni accusano. Peccato che in rarissime circostanze mi ritrovo a far lo stesso (anche se non accusando direttamente). Un insieme di fatti inequivocabili, perchè visti o ascoltati personalmente ed allo stesso uno o due cose non tornano, però niente la mia testa dice che è "nero" non fa niente che basta guardarlo con un'altra luce è "grigio" e che se lo guardi da sotto è "bianco" per la mia cavolo di testa è NERO. Quindi sto facendo io stesso, l'errore di supporre, ma è più forte di me in questo caso. Il problema è che non riesco a togliermi questo pensiero. Non è bastata la musica a tutto volume (di quella poche parole e tanto "rumore") o qualche alienante videogioco e quindi provo quello che una volta mi faceva bene, cioè sfogarmi scrivendo qualche cavolata poco comprensibile. Sarebbe anche facile risolvere il problema, ma probabilmente non sono pron...
Ridicolo, di cattivo gusto, falso, che vive di apparenze e un velato non sei un bravo genitore. Questa è la sentenza. In fondo non potevo aspettarmi nulla di differente dalla mia passeggiata, per le vie del quartiere. Un camminata lenta, quasi a trascinarmi, con lo sguardo fisso davanti a me, con il desiderio e la paura di fare quell'incontro (non avrei altro motivo per star qui). Paura e desiderio che per motivi diversi sono le stesse sensazioni della prima. Dopo una mezzoretta di girovagare, mentre mi dirigevo verso la macchina ecco che dall'angolo di un palazzo (Il Palazzo) sbuca con il solito passo veloce e stranamente non guarda a terra si gira verso di me e torna a guardare dritto, ma poi gira nuovamente la testa quasi di scatto verso di me.. mi guarda... 1... 2... le vado incontro mentre il viso torna teso ed iniziamo a parlare o meglio dopo un scambio di domande risposte inizia a parlare. Ora non mi metto a riportare tutto il dialogo il succo è nella prima riga, asco...
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