Stralci di..... #25

Muoversi silenziosamente e nascondersi tra le ombre.

Erano due caratteristiche usate spesso dai ladri nei giochi di ruolo. Senza entrare nel dettaglio e generalizzando, ti muovevi in modo silenzioso ed allo stesso tempo non eri visibile (non invisibile).

La mia famiglia (io e mia madre) a quanto sembra se vogliamo abbiamo questo potere (aggiungiamoci anche persuasione*), soprattutto negli ospedali.

A me è capitato nei mesi di ottobre, novembre. Fin dal primo giorno, dove al pronto soccorso non era possibile entrare se non ad orari prestabiliti (la sera e soltanto la sera) ed in più non ti facevano sapere nulla. Principalmente perché preoccupato e un pochino perché non amo le restrizioni (anche se giuste come in questo caso)...

"Mi appoggio al muro e osservo... Davanti a me una enorme porta scorrevole, si apre solo digitando un codice o dall'interno. E' dove entrano i pazienti in barella. Alla mia destra un'altra porta scorrevole (automatica), non sembra esserci modo di aprirla dall'esterno, ogni tanto si apre ed escono, persone per lo più infermiere e dottori ed ogni tanto qualche paziente che da lì si avvia direttamente alla porta di uscita. Aspetto, osservo.. sembra che nessuno faccia caso a me, nonostante diverse volte infermieri e sicurezza allontanino altre persone da quelle porte e me non dicono nulla. Io non li guardo (in teoria ho lo sguardo fisso sul cellulare), loro mi ignorano... La porta la mia destra si apre.. una...due...otto... quindici volte, sedici... mi giro verso  la porta di destra, aspetto che esca la gente entro. Passo sicuro, non mi guardo in giro (almeno apparentemente) percorro il corridoio, saluto con il capo alcune infermiere che incrocio (che non ho mai visto), loro ricambiano e passano oltre, porte, stanze, stanzone pieno di letti e malati e lo vedo..."

Immagine creata con IA, sulla base del testo.


E così tante altre volte in diversi giorni. Alla fine mi conoscevano, mi hanno anche dato un permesso per entrare ad orari non ufficiali i dottori quando mi vedevano mi fermavano e mi aggiornavano (normalmente le persone facevano lunghe file per parlaci). Non dovevo essere li  ma nessuno mi ha mai cacciato.

Il fine settimana appena passato.

Questa volta nessuna ambulanza, io alla guida, mio padre sul sedile passeggeri, mia madre dietro. Pronto soccorso (ospedale diverso), entro con la macchina dove normalmente entrano le ambulanze, i miei scendono io esco e vado a cercare un parcheggio fuori (impresa non facile). Dopo vari giri (pur essendo sabato la portuense è comunque un gran casino) ho trovato posto e mi sono tornato all'ingresso del pronto soccorso. Mia madre è li fuori... mi racconta un po' di cose e mi spiega che in questo ospedale non è permesso per nessun motivo entrare dentro per visitare i parenti, neanche per portare gli effetti personali che potrebbero essergli utili. Dopo alcune ore mia madre mi chiede di andar a prendere la borsa che è in macchina. Le chiedo il perché (visto che non si possono portare all'interno borse o zaini), ma lei semplicemente mi risponde "Tu fammi la cortesia di prenderla". Prendo questa borsa gliela porto e mi metto da parte all'ombra a fumare....

Da lontano la osservo, con la borsa in mano (tra le altre cose verde e abbastanza appariscente)... Si avvicina alla porta da dove entra ed esce il personale dell'ospedale ed aspetta... aspetta... la porta si apre escono dei dottori, mia madre entra (fuori ci saranno state almeno una ventina di persone ad aspettare notizie dei loro cari). Esce dopo mezz'ora sempre con la borsone verde sulle spalle (ma palesemente vuoto). Mi raggiunge e mi dice:

"Dai andiamo a casa, tanto per oggi non possiamo far altro, eventualmente questa sera torno con tuo fratello. Tuo padre mi ha chiesto se domani gli porto il libro che sta leggendo...

"Ma non si può entrare..."

"Tu non ti preoccupare, domani mattina c'è la stessa infermiera di questa mattina e mi ha detto che se vengo quando c'è lei mi fa entrare..."

Deve essere un "potere" ereditario.


Lunedì scorso (18/05/2026).

"Qui tutti che osannano, raccontano di 'miracoli', di opere di bene e pure da ragazzi era l'unica persona a cui a avrei messo volentieri le mani addosso e ti assicuro che ho fatto il possibile perché accadesse 'nel limite del mio essere'"

Una signora davanti a me distoglie l'attenzione dal feretro e dalla folla che faceva capannello, si gira.. mi guarda in volto "non so chi sia mai vista", sorride e torna a guardare la scena.

Fuori posto. Questa è stata la sensazione durante tutta la celebrazione. Non per la frase detta fuori dalla chiesa, ma durante tutta la cerimonia. Il ragazzo che conoscevo io, con il quale ho passato almeno 15 anni nella stessa comitiva, non era un bravo ragazzo. Ricco, superbo, altezzoso, forte con i deboli, arrogante, prepotente... di quelli che per gioco prendono di peso, una ragazza (con la sola colpa di esser la bruttina della comitiva) e la infilano nel bidone dell'immondizia (non succede solo nei film ve lo assicuro) o che minacciava di far chissà cosa a chi era più mite e remissivo...

Un testa di cazzo che non mi ha dato la soddisfazione di farsi pestare... Mi trattava bene, rideva e scherzava con me, mai una parola fuori posto (tranne le prese in giro per le squadre opposte per cui tifavamo). Neanche durante le partite di calcetto, dove lui sembrava voler menare a tutti son riuscito a far si che sa la prendesse con me... nonostante non ci andassi per nulla leggero.

Negli ultimi 20 anni l'ho perso di vista, ho avuto notizie sporadiche. Fino ad oggi (non più oggi), che guardo la sua bara entrare nel carro funebre e nonostante le belle parole che tutti spendono (il video che mi hanno detto di guardare) e il mio umore comunque triste per la morte di una persona della mia età e che comunque è stato un compagno di viaggio per anni..., non riesco a sopire la rabbia nei suoi confronti. Strano non è da me.. Non è odio è semplicemente rabbia, verso mew stesso. Rabbia per non aver fatto nulla di concreto a suo tempo per dargli una lezione e rabbia per non credere oggi, al suo cambiamento. 

Mi dispiace e son addolorato, per i famigliari, la madre, la sorella, la figlia... a niente di più.

Hai vinto un'altra volta.. sei riuscito a farmi incazzare.

MB

Commenti

  1. Sai, non ho mai capito come le persone riescano a spendere belle parole per brutte persone, semplicemente perché sono morte.

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    1. E' una cosa che non riesco a fare, tant'è che non vado a qualsiasi funerale. Questo era un pò particolare, perchè comunque era una persona con cui sono cresciuto (anche se non lo apprezzavo).

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  2. se apparteneva ai caporioni la tua eventuale lezione sarebbe stata inutile. Che riposi in pace come tutti NOI mortidifame

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  3. Tuo padre sta bene, giusto?
    Io non sono il tipo che compiange le teste di cazzo. Non gioisco della loro morte (di nessuno...), ma mi lascia indifferente. Non sarei andata nemmeno al funerale, se fossi stata in te.
    Un saluto

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    1. Mio padre?... no non sta bene (oggi lo trasferiscono in un altro ospedale). Non so per quale motivo ma al contrario di altre persone non sono stato combattuto se andare o non a questo funerale. Volevo andarci (tant'è che molti della nostra vecchia comitiva non son venuti) non capisco neanche il perché. Come anche mi son anche preso la briga di aggiornare con data di morte la sua pagina di wikipedia.

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  4. Spero tuo padre stia meglio... Comunque banalmente, penso che tutti abbiano avuto solo cose belle da dire perché condividono l'idea che il funerale di qualcuno non sia proprio il momento più adatto per tirare fuori le cose peggiore che pensiamo di lui. Magari i non ipocriti semplicemente non avranno detto nulla e via.
    Per quel che riguarda il superpotere tuo e di tua madre, a volte non è quello dell'invisibilità ma dell'educazione :D spesso sottovalutata dai molti e non utilizzata!

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    1. Sicuramente è così e di certo non me la prendo con chi aveva solo cose belle da dire. In realtà la "cosa" che più mi ha dato fastidio sono stato io, perchè non stato capace di quietare i pensieri. E' vero spesso essere educati non viene sottovalutato.

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