beati coloro che non videro e tuttavia credettero...
Sapete probabilmente da chi fu detta questa frase, come probabilmente è famoso colui al quale venne rivolta.
Non sono sicuramente trai i beati.
Sono fatto male così. Quando mi dicono una cosa, anche se so che è più che plausibile (nello specifico, so che Lei non aveva motivo di mentirmi) io non ci credo, devo vederla con i miei occhi, mi devo far male per bene, per capire le cose.
Non avevo nessuna voglia di constatare questa verità, quindi son stato alla larga da orari o posti che sapevo non dover frequentare, tranne per una strana abitudine che ho preso da un mese a questa parte.
Strana perché lo è per me.
Pausa pranzo, un'ora.
Non mangio, non ho fame (altro residuo del cavolo) e quindi mi faccio una passeggiata. Nulla di che tra andata e ritorno sono circa due chilometri e mezzo. E' una strada dritta piena di negozi e gente che sta in pausa pranzo e con diversi ricordi, sia positivi che negativi. Ma so che è un orario dove non dovrei far incontri.
Passeggio per tutto il tempo con i paraocchi, guardo davanti a me e sbircio con la coda dell'occhio le persone che incrocio. Iniziano ad esser volti familiari. Ci sono quattro o cinque punti, dove faccio fatica a non far riaffiorare i ricordi, ma abbasso la testa, non mi giro e tiro dritto. Solo in un punto non posso far a meno di girarmi. Una traversa, all'andata sulla mia sinistra al ritorno sulla mia destra. Non ci svolto perché significherebbe andare incontro ad un possibile incontro, ma lo sguardo va per forza di cose a quel balcone (distante circa 150m, che per la mia super non vista sono tantissimi).
Oggi invece, mi sono girato come di consueto e vedo in lontananza una figura che si muove sul balcone. Non mi sembra di vedere da così distante la solita chioma di capelli nera che svolazza al vento. Sembra una testa con pochi capelli.
Il corpo è andato da solo, mentre lo sguardo è rimasto fisso li.
Così le mie gambe si muovono e il mio 'cervello' registra che il balcone si sta avvicinando.
100 metri... sul balcone compare un'altra figura... capelli lunghi, neri..
Sembrano intenti a pulire, ... 50 metri... si sfiorano, si parlano.. spariscono, ricompaiono, tutto normale, sono un uomo e una donna che stanno sistemando il balcone di casa.. Peccato che...
Fino a qualche mese fa quell'uomo sarei stato io, oggi No.
Non mi dilungo oltre.. Tommaso (l'apostolo) è un dilettante, perché io neanche ora che ho visto son capace di crederci e di farmene una ragione.
Perché? Perché, comunque la responsabilità è mia.
Eh... sono situazioni difficili. Ma in qualche modo ci si passa e si sopravvive.
RispondiEliminaMi hai fatto venire in mente questa canzone. Se non la conosci, secondo me molto bella, piuttosto triste: https://www.youtube.com/watch?v=d108XgGXw_g
Non conosco la canzone, mi riprometto di ascoltarla :)
EliminaHo letto il testo.... e che ca@@o !!!
EliminaA volte la responsabilità è nostra anche se siamo convinti di non aver fatto nulla.. quando poi abbiamo ben presente che il carico da 11 (tanto per ricollegare post sulle carte..) lo abbiamo piazzato proprio noi, rimpianti e rimorsi si mordono la coda dolorosamente e dovremmo evitare ogni minimo richiamo, perlomeno mentre sanguiniamo vistosamente..
RispondiEliminaRazionalmente è la stessa identica cosa che consiglierei io ad un mio amico... Il problema è che mi viene meglio esser razionali con gli altri che non con me stesso :) Grazie Franco.
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