C'è gente che non ti chiede niente

Come spesso può accadere, leggere fa riflettere/ricordare e questo è uno di quei casi. Ho letto:

"C'è gente che non ti chiede niente. Che non pretende nulla. Che ti si ricorda sempre. Che ti regala un sorriso ogni volta che ce ne sia occasione." 

In questo caso ringrazio Katrina Uragano per lo spunto.

Sono sempre stato un animale sociale, sia nel virtuale che nella vita reale. Mi piace star tra la gente, trovo quasi tutte le persone interessanti, anche quando non fanno nulla di particolare. Un po' è carattere un po' dipende dal fatto che fin da piccolo ho abitato in una casa che era un porto di mare, prima gli amici dei miei e i loro figli poi gli amici miei e di mio fratello.

Amo conversare, sia di argomenti seri, come anche del più e del meno. Questo spesso mi ha portato a far quattro chiacchiere con persone sconosciute, assurde, in lingue che non parlavo (io capivo la sua lingua ma non parlavo, lei capiva la mia ma non la parlava), potrei parlare anche con formica se di buon umore.

Allo stesso tempo, non ricordo da quando (probabilmente in adolescenza) mi sono convinto che non ho bisogno di nessuno. Questo non vuol dire che non mi piace la compagnia delle persone, ma che nei momenti brutti o di caos o tristezza e più in generale quando mi trovo in difficoltà posso risolvere le cose da solo e mi trovo in difficoltà quando le persone iniziano a farmi domande: "Cosa hai?", "Stai Bene?", "Ti serve aiuto?" o se percepiscono qualcosa iniziano a provar a dar soluzioni. Li apprezzo, ci  provano, ma non mi serve, non riesco a far mie quelle soluzioni.

Ci sono delle eccezioni, nella mia vita ci sono state due eccezioni, due donne. Di Lei ne ho parlato fin troppo. Dell'altra (la mia migliore amica... come mi è capitato di definirla) molto meno e la frase scritta da Katrina me l'ha ricordata e in particolare mi ha ricordato un episodio accaduto poco più di dieci anni fa...

Eravamo in macchina e stavamo tornando da Milano (non ricordo per quale motivo ci avevamo passato un paio giorni scarsi), destinazione il vicentino. In  prossimità del Garda (suo la macchina, sua la guida) mi fa: "Ci fermiamo al lago?" 

Io: "Si certo"

Era nuvolo e pioviccicava, scendiamo della macchina.

Io: "Faccio una telefonata a casa e arrivo"

Lei: "ok"

Mi allontano un dalla riva del lago (lei va nella direzione opposta) e telefono. Quando attacco mi giro e la cerco. E' li ad una ventina di metri da me. Seduta su degli scogli rivolta verso il lago. Sta fumando e guarda nel nulla.

Gli piace quel lago, ha sempre detto che in qualche modo la rigenera. Da pace al suo animo caotico. Non era successo nulla di particolare a Milano e neanche durante il viaggio, anzi avevamo cazzeggiato tutto il tempo. Le vado incontro, arrivo fino quasi a sfiorarla e mi siedo dietro a lei. Mi accendo una sigaretta e guardo le sue spalle, con lago come sfondo. Siamo stati così, in silenzio. "Ognuno perso per i cazzi sui" come canta il suo cantante preferito. Non ho idea di quanto tempo sia passato (però ho fumato almeno un paio di sigarette). Si alza, si gira, mi guarda... Sorride: "Andiamo?"
Io: "Andiamo". Gli metto un braccio sulle spalle e ci avviamo verso la macchina.
Saliti in macchina siamo ripartiti, come se non fosse successo nulla, come se non ci fossimo mai fermati. Nessuno dei due hai più parlato di quella sosta, del perché o a cosa stavamo pensando.

C'è gente che non ti chiede niente.

P.S.
Questa cosa di far disegnare all'AI un particolare ricordo è divertente, non è precisissima in alcune cose (non capisco perchè mi abbia fatto i tatuaggi, non ne ho), ma è come guardare una foto di quel momento.

Commenti

  1. Mi sono sentita molto simile a come ti sei descritto.
    Uno che chiacchiera volentieri, sorride, sa stare in mezzo alla gente.
    Ma che poi, quando qualcosa non va, si defila. Risolve da solo. Non sopporta le domande altrui.

    Ps=mi fa piacere avere stimolato questo tuo post.

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    1. Me ne avresti ispirato anche un altro (che parlava di che carezze, ma non l'ho più scritto è rimasto nella mia testa). Il problema dell'esser così è che persone capiscono il bisogno di "solitudine" in certi momenti.

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  2. Mi piace l'immagine creata dall'AI, rappresenta la scena
    sul lago come l' hai raccontata...Bello fermarsi a pensare in riva al lago!

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    1. Non sono un sostenitore delle AI (lavoro nel campo della programmazione e non ho una buona opinione degli automatismi eccessivi), ma devo ire che questa cosa del descrivere una scena e farla "dipingere" è molto utile. Non ho mai avuto una foto di quel momento e in certo qual senso così la ricordo anche meglio. Ho imparato a conoscere la tranquillità dei laghi, grazie alla mia amica.

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  3. Ti avevo scritto un commento settimana scorsa ma è sparito, noto... Più o meno dicevo che è bello avere attorno persone che ti mettono a tuo agio senza chiedere, se percepiscono che tu sei così (anche io mi metto tra quelli che non amano aprirsi particolarmente). A volte è necessario scaricare un po' i fardelli però tendenzialmente anche io preferisco risolvermi prima da sola

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    1. Non mi è mai comparso il commento, non so cosa sia successo, mi dispiace. Generalizzando molto, credo che diversi di noi che raccontano i fatti propri qui sui blog, nella realtà, nella vita di tutti i giorni siamo persone che si aprono poco agli altri. Si confermo è bello avere persone che ti capiscono (tendo a perderle).

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