Noi

Sono sempre più convinto che affermare "Io sono così" è errato. Noi siamo così è più corretto. Siamo l'insieme di tanti io che si sono evoluti negli anni, di alcuni è evidente il passaggio di altri meno. E così la mia testa bacata ha immaginato un dialogo tra me, me e me.
Il mio io di 10 anni, l'Io di 33 anni e l'IO di adesso.



io: Perché siamo qui? E chi siete voi due? (sembrano simpatici, anche se questo davanti a me sembra serissimo, quasi triste)
IO: Perché siamo qui non ne ho la più pallida idea, ma io so chi siete o meglio si chi siamo.
Io: Si mi sembra abbastanza evidente (non sono invecchiato malissimo, pensavo peggio).
IO: Tu, sei me a 10 anni.
io: (ah.. un viaggio nel tempo) e quanti anni hai... quanti anni ho, con quella faccia?
IO: 53
io: E tu?
Io: 34
io: E' stranissimo e... Sono diventato un archeologo? 53 anni sono tanti, sei più vecchio di mio papà. Tu hai figli? sei sposato? dove vivi? ci divertiamo? cosa fanno i nostri amici?
Io: (sorrido) Piano una domanda alla volta o il vecchietto va in confusione.
IO: (sorrido)
Io: Ti rispondo io.. fino ad un certo punto. Non siamo diventati archeologi. Abbiamo fatto diversi lavori ed ora facciamo i programmatori... credo o meglio io faccio il programmatore.
IO: (ricambio lo sguardo smarrito del me trentaquattrenne annuendo con la testa)
io: Facciamo i videogiochi? Che bello... papà mi ha comperato il commodore vic-20 e mi piace tantissimo giocare, non pensavo però che un giorno avrei creato io i giochi... è bellissimo
IO: No, mi dispiace deluderti, ma non facciamo videogiochi. Lavoriamo per una società vende dati alle banche e... No, non facciamo videogiochi.
io: Alle banche? Siamo ricchi...
IO: No, non siamo affatto ricchi.
IO: (mi dispiace deludervi anche in questo)
Io: Abbiamo un figlio (spero anche di più) anzi una figlia, l'abbiamo chiamata Aurora. Sai volevamo chiamarla Giulia..
io: come Giulia ....
IO: Si, come la tua amichetta Giulia
Io: Lo avevo scelto proprio pensando a lei, ma poi ad un'altra Giulia (non posso raccontarti che la tua Giulia sarà un giorno la tua ragazza ed ra ancora la tua ragazza quando è morta) che conoscerai quando sei più grande, succederà una cosa brutta e...
io: Muore?
IO: Si (avevo dimenticato la storia del nome e capisco perché l'avevo "cancellata")
Io: Ho capito, ma datti una regolata è comunque ancora un babbino.
IO: Scusa, anzi scusatemi.
Io: E' piccolina è nata da pochi mesi e ti somiglia molto (adesso che mi vedo a questa età effettivamente è vero ciò che dicono i parenti)
io: Assomiglia ad un maschio?
IO, Io: (è impossibile non scoppiar a ridere)
IO: No, ma ha i tuoi stessi lineamenti (e forse non ricordi o ancora non è successo, di quando mamma a carnevale ci ha truccato e vestito da ragazza e portandoci ad una festa in maschera ci ha spacciati per nostra cugina... e la gente le ha creduto veramente).
IO: (lo vedo che Io mi guarda, mi conosco e capisco quando chiedo pur non chiedendo) Non abbiamo avuto altri figli oltre ad Aurora.
Io: (per favore evita di dirgli degli altri due sarebbero potuti nascere, che avresti voluto avere ma non hai avuto voce in capitolo)
IO: (lo so a cosa stai pensando. E' inutile che mi guardi cosi, so tacere e non gli dirò nulla, come a Te non dirò cosa si prova quando la cosa si ripeterà e questa volta anche se per cause naturali farà comunque male)
io: Capito e ...
Io: Aspetta, calma, devo ancora rispondere alle altre domande.
io: Non ricordo più quali erano.
Io: (sorrido) Avevi chiesto dove viviamo e dei nostri amici..
io: ah si si è vero e..
IO: Viviamo sempre nella stessa zona
io: Abbiamo una casa grande? Ho una stanza tutta mia per giocare? quante stanze ci sono...
Io: E' una casa normale, non è grande e te non serve una camera per giocare quando sarai grande, servirà invece a tua figlia.
IO: (uhmm... ero ancora così ingenuo e completamente concentrato su Aurora. Ti/ci servirebbe una stanza un cavolo di posto dove poter star soli)
io: (io voglio una casa grande dove poter star con gli amici, per giocare tutti insieme, mangiare tutti insieme, come faccio anche adesso e voglio una stanza mia dove poter fare quello che voglio in santa pace)
Io: E poi gli amici...
IO: (gli amici di quando avevo dieci anni, la piazzetta, casa dei miei sempre piena gente e di ragazzini)
Io: Gli amici ci sono sempre, non sono sempre gli stessi anche se  alcuni ancora li frequentiamo, qualche volte si esce ancora tutti insieme (raramente e sempre più raramente), poi ce ne sono altri nuovi conosciuti in diverse occasioni e posti.
IO: (saranno sempre meno, senza un vero perché)
io: Voi venite dal futuro e sapete quindi cosa mi piace e cosa mi piacerebbe fare...
Io: (no, non ho memoria di questi desideri in stile "da grande")
IO: (devono avermi resettato la memoria a circa l'età di Io, perché non ricordo nessun particolare desiderio)
io: ...quindi cosa devo fare o non fare per essere felice?
Io: Non ti preoccupare, hai fatto tutto bene e quello che farai o non farai ti porterà ad esser "felice", per quanto gli adulti ne siamo capaci..
IO: (E adesso cosa gli dico a questi due?... la verità? Veramente le cose sarebbero potute andar diversamente? Sicuramente, ma in che punto.. quale porta doveva rimaner chiusa e quale invece andava aperta... e quante cose mi sarei persone se avessi preso strade diverse?)
IO: Perché mi guardate?
io: (perché sono un signore cosi serio e cupo?... io non sarò mai così)
Io: Perché tocca a te rispondergli per la parte che io non conosco (e perché stai pensando troppo, riconosco quella espressione la ricordo quando morì Giulia, quando fini la storia con C., quando MG ci mise al corrente di aver abortito... quando è morto nonno... quando c'è qualcosa di serio che non va)
IO: Si io, non ti preoccupare e soprattutto non pensare al futuro pensa ad oggi a domani... e divertiti, hai tempo sapere e vivere le cose dei grandi.
Io: Cosa non mi stai dicendo? Non puoi prendere in giro me, ti conosco. E' successo qualcosa ad Aurora?
IO: No di questo puoi star tranquillo, sti stupirà e continuerà stupirti in positivo man mano che cresce... Un po' ci somiglia caratterialmente, per sua fortuna/sfotuna solo un po. Per il resto... per il resto non so cosa dirvi o casa suggerivi, perché suonerebbe tutto strano e sbagliato. Non sono più io, ma neanche te Io e non posso dar la colpa a nessuno se non a Noi.
Io: (ma vaffanculo
io: (questo non lo capisco proprio)

P.S.
Ogni riferimento a persone, cose o fatti... è reale.

Commenti

  1. ... leggendo mi è sorta una domanda: ma perché tutte si chiamano Giulia...?
    Sai che il post è davvero originale? Mi vien quasi voglia di plagiarti... e farne uno uguale anche io, con la "me di 10 anni", quella di "18" e quella di ora.
    Ti mando un abbraccio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il motivo per cui mia figli non chiama Giulia è perché due Giulie sono morte giovani (una poco più che sedicenne), l'altra aveva meno di trenta anni. Non è colpa mai se si chiamavano tutte Giulia. Il plagio è consentito (io stesso spesso prendo spunto da altri per scrivere boiate :) ).

      Elimina
    2. Mi dispiace molto per quelle tue Giulie. Mi dispiace per il dolore che devi aver provato.
      L'unica Giulia che conosco è mia sorella. Che per ora è in ottima salute (fisica, almeno).
      E' un nome molto diffuso, in Italia.
      (me ne avevi accennato in chat... ti è costato qualcosina, ma se ha dato vita a un post bello come questo valeva (forse?) la pena ;)

      Elimina
    3. Si, senza far il nome ti avevo parlato della prima Giulia. Grazie :)

      Elimina
    4. Ma no, mi riferivo alla faccenda del copyright e del (presunto) plagio...
      Un abbraccio

      Elimina
  2. Siamo un coro di io che si rispondono nel tempo,
    e in quel dialogo impariamo a volerci bene anche quando cambiamo.
    Un caro saluto

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E' così che la penso anche io (noi?... oddio detta così mi ricorda diversi film che parlano di identità multiple) siamo un coro di io. E alla fine bisogna imparare a volerci bene.
      Grazie

      Elimina
  3. Toc toc permesso, io la penso come la canzone dell'usignolo Edith Piaf, "Non rimpiango nulla", nel bene e nel tanto male che ho avuto nella mia vita non rimpiango nulla perché un dono grande ho avuto, da chi voleva cancellare questo dono. Ciao

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Più meno la penso così. Ogni scelta fatta aveva sempre minimo altre due possibilità differenti e probabilmente nel momento in cui ho preso una strada piuttosto che un'altra ero convinto che quella era giusta. E' inutile pensare ai "...e se..." è unitile ma qualche volta capita che ci pensi.

      Elimina
  4. C'è tanta vita in questo post, tanto dolore, tanto amore perso e ritrovato e probabilmente perso ancora. Non è facile darsi una strada (giusta, tra l'altro), non è quasi mai possibile nemmeno accontentare tutti gli io (forse la felicità è quando ci si riesce?). Forse la cosa più realistica a cui ambire è, quantomeno, non deluderne i valori. Io se potessi parlare alla mia piccola me non direi molto. Forse la abbraccerei solamente e ci piangerei un po' insieme, forse le direi solo queste parole "non avere paura perché tu sei sempre con te"

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il tutto è nato proprio da una domanda nata su un social "cosa avrebbe detto il te bambino al te adulto" e mi ha messo in crisi, perchè il me bambino non mai pensato così a lungo termine, pensava a quel momento o al giorno dopo o al massimo a qualche giorno dopo. Sono passati diversi anni, ma non sono cambiato tantissimo in questo e non è un bene per certi aspetti. "Girando la frittata" il me adulto non avrebbe nessun consiglio (forse uno... ma sarebbe illogico) da dare al me bambino.

      Elimina
    2. Che poi sta tranquillo che, a prescindere da qualsiasi consiglio, su certe cose se non ci sbatti la testa non sei contento. Basti pensare a quante volte c'è già l'io del presente che, come una vocina lontana, ci dice "non fare/fai così" e noi facciamo finta di niente 😂

      Elimina
    3. Verissimo e per come son fatto non basta neanche una sola "botta in testa".

      Elimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Stralci di..... #12

Non sono poi così bravo...

2 secondi