Cucinare

 Scrivo per non pensare (e per non fare cazzate), quindi mi scuso in anticipo per i contenuti...

Non mi è sempre piaciuto cucinare, più che altro sono sempre stato un buon mangiatore.

Da ragazzo cucinavo per sopravvivenza (quando i miei genitori erano fuori casa), quei due o tre piatti che mi permettevano di non morire di fame, quindi paste semplici (carbonara, matriciana, burro e parmigiano, semplice sugo di pomodoro), uova e raramente la classica fettina (bistecca).

E così è stato per molti anni a seguire fino a ben oltre i quarant'anni.

Sempre in gioventù, quando avevo problemi mi sdraiavo sul letto, mi mettevo le cuffie ed ascoltavo musica a tutto volume per ore ed ore, fermo immobile. In casa (i miei) non mi rompevano le scatole, probabilmente avevano capito che era il mio modo per calmarmi dai problemi. Sapevano benissimo che sarebbe stato inutile provar a chiedere a me direttamente cosa avessi, quindi semplicemente non disturbavano. Crescendo ho dovuto abbandonare questa cura, mi sono sposato ed ho avuto una figlia, di conseguenza se provavo ad isolarmi immediatamente venivo investito da duemila domande alle quali non avevo nessuna voglia di rispondere o che magari non erano neanche inerenti alle mie paturnie.

Quindi cosa fare per distrarsi, per ricaricarsi (per non essere assillato)? Trovai due metodi, scrivere cazzate su un blog (non questo, ne il precedente, ma uno più 'antico), quando ero in ufficio e cucinare quando ero in casa. 

Cucinare si è rivelata una buona cura, devi impegnarti o quantomeno devi starci un po' con la testa e soprattutto in cucina sono solo (cucina piccola ed anche fosse stata più grande mi da fastidio aver persone intorno che magari mi dicono cosa fare o come farlo, quindi via tutti). Quindi solitudine e concentrazione, perfetto. Alla fine non me la cavo neanche male e son passato dai piatti basilari a piatti un po' più complessi, qualche dolce. Quindi cucinare per un periodo è stato non tanto un piacere quanto un bisogno una distrazione.

.... potrei, dovrei fermarmi qui...

Poi ho scoperto un altro aspetto del cucinare, forse la parte più bella, cioè farlo con curiosità, piacere, divertimento, condivisione. Scegliere cosa mangiare, andare a comprare gli ingredienti insieme, stare in cucina contemporaneamente (cucina più grande, ma soprattutto diversa la compagnia) dir cavolate far anche casini ed alla fine mangiare ciò che si è cucinato. Devo esser sincero inizialmente ero più uno spettatore fastidioso che si aggirava per i fornelli (so riconoscere chi è più bravo di me e quindi meglio non mettere mano e soprattutto guardando si impara) e che faceva il 'manovale', affetta, sbuccia, taglia... poi con gli anni è diventato un balletto corale, piacevole, divertente, naturale. Ho imparato a cucinare diversi piatti romani che non avevo mai cucinato (la trippa alla romana, la coda alla vaccinare, il carciofo alla giudia, rigatoni con la pajata) come anche alcuni che non conoscevo proprio (fettuccine di farro/mazzancolle/pistacchio e limone, pasta/cavolo nero/gorgonzola e pere caramellate) per non parlare del mio dolce preferito cioè la crostata di frutta e crema.

Cucinare dovrebbe essere sempre così.

Ho provato a replicare i patti romani (le ricette nuove non le ho mai più fatte e mai le rifarò se non con la stessa persona) per conto mio ma niente non hanno mai lo stesso sapere, lo stesso gusto, non mi soddisfano... non sono lo stesso piatto. 

Sono tornato a cucinare nella mia mini cucina, continuo a farlo, per non pensare per tenermi occupato, ma non funziona più, non mi distrae.. o meglio mi distrare dal problema/incazzatura di quel momento/periodo, ma allo stesso tempo ogni gesto, ingrediente, profumo, mi riporta indietro e se prima poteva esser un piacere adesso è una stilettata. Ho cucinato anche per il pranzo di Natale e i giorni a seguire (complice anche il fatto che in casa avessi il ragazzo di mia figlia), ma mi son ritrovato più di una volta imbambolato a guarda il vuoto dopo aver visto con la coda dell'occhio l'ombra che so che non c'è.

Mi sa che non funziona neanche scrivere.

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