Spettatore

Sto tornando ad essere uno spettatore (o forse mi piacerebbe tornare ad esserlo).

Lo ero e son sempre stato decentemente bravo nell'esserlo. 

Spettatore di me stesso. Spettatore disinteressato, distaccato.

Come quando vedi un film di fantascienza o un fantasy o un horror... è solo un film.

E così riesci a fregartene di ciò che hai perso, di ciò che ti manca, di ciò che vorresti.

Commenti

  1. In genere si assiste alla propria vita, più che viverla. Come fai tu. E anche io

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    1. Non è un buon modo di vivere... ma utile per sopravvivere.

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  2. Una sorta di depersonalizzazione.
    Un distacco che si prende da sé per non soffrire, probabilmente.
    Io non so se ne valga la pena, però...

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    1. ... però l'alternativa sono due strade diverse, che portano solo sofferenza ad altri.

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  3. Protagonista della propria vita non significa recare matematicamente sofferenza. Non solo, perlomeno.

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    1. Si, questo è certo. Ma essere spettatore delle volte aiuta a razionalizzare.

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  4. Non sai quanto mi ritrovo in queste righe, per certi aspetti. Sono stata male per mesi alla ricerca spasmodica di una qualsivoglia giustizia per quello che avevo perso, poi però il punto più alto del dolore mi è servito veramente da schiaffo. Ho chiuso la porta sul passato, completamente. Basta rimuginare, basta cercare spiragli, basta soffrire. Esercitati alla gratitudine invece che essere semplice spettatore, aiuta davvero :)

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    1. Il problema sta proprio nella parola "giustizia". La porta che dovrei chiudere (per logica e per coerenza con le mie azioni e parole) è una porta che io ho fatto chiudere, perchè ... boh, per alcuni miei principi che a quanto pare son strampalati.

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