Stralci di..... #21
A ritroso, vediamo fino a dove...
Oggi è un giorno strano (ed è appena iniziata la giornata visto che sto scrivendo e sono le dieci di mattina), questa mattina verso le cinque e mezza sono uscito sul terrazzo a fumare e faceva freddissimo, in automatico quando ci sono temperature estreme (fredde) o piove il pensiero va in automatico sempre nella stessa direzione ed inizia il nervoso (buongiorno a me). Viste le temperature basse decido di vestirmi un po' più pensante del solito, quindi cerco nel mio cassettone un maglione adeguato..
... questo è troppo vecchio e logoro, questo non piace più, questo... questo...
lo prendo lo guardo. E' un maglione a collo alto, pesante, grigio e nero a strisce orizzontali. Non ho mai avuto maglioni a strisce orizzontali tranne questo (e quelli che da piccolo mi metteva mia madre), questo è un superstite. Per qualche strano motivo non fu elencato tra gli abiti che mi furono regalati e quindi non è stato "bruciato" come tutte le altre cose. E' bello mi piace ed anche se mi porta a pensare sono contento di averlo ancora.
Il tempo di vestirmi prendermi i miei caffè ed esco per recarmi in ufficio. La prima parte del tragitto lo faccio in compagnia di mia figlia, quindi sceglie lei musica e volume (non mi lamento, la mela non è caduta lontanissima dall'albero) ma dopo che l'ho lasciata al bar vicino alla sua scuola resto solo in macchina...
Metto una delle liste casuali di Spotify che normalmente scelgo tra "Release Radar" e "Discover Weekly", dove son quasi sicuro di trovare musica veloce, molto ritmata, caciarona e dove so che non troverò, canzoni italiane o di musica latino americana (nuovo fastidio), volume al massimo e via tentiamo di cancellare i pensieri e il nervoso. Esperimento che non sempre funziona ma ho scoperto che mi permette di fare una cosa che altrimenti non sarebbe possibile. Quasi sempre allo stesso punto, quindi verso Piazza Re di Roma (nome originale "Piazza dei Re di Roma") sono quasi sempre al limite (la musica non fa il suo effetto) la mascella è un po' troppo serrata e dolorante, gli occhi iniziano ad esser umidi le orecchie fischiano ed allora urlo (per questo è fondamentale che la musica sia tutto volume, così da fuori non si capisce e non si sente), uno urlo a squarciagola, una sola lettera AAAAAAaaaaa. Quando inizio a tossire mi fermo.
Questa mattina non ha fatto eccezione, dopo, appena dopo aver urlato per qualche mi minuto mi calmo.
Faccio si e no un paio di chilometri e mi ritrovo fermo al semaforo di Piazza Tuscolo, sempre con la musica a tutto a volume e con il finestrino aperto quei cinque centimetri che mi permettono di non affumicarmi mentre fumo. Poco distante dalla mia macchina (ero il primo della fila, la "fortuna" ha voluto che il semaforo scattasse rosso proprio quando toccava a me passare) si ferma un ragazzo su una bicicletta. Avrà avuto su 30/35 anni, caschetto, barba media, vestiti casual. Noto che dopo qualche secondo che si è fermato inizia a muovere la testa a tempo di musica (lo stesso ritmo della musica che sto ascoltando io), si gira verso di me sorride.. e poi la stranezza...
Infila la mano nel giaccone e tira fuori due bacchette (da batteria) di legno, logore ed inizia a suonare la bicicletta come fosse una batteria e il caschetto come fossero i piatti il tutto a ritmo della musica della mia macchina. Scatta il verde (quel semaforo è eterno), rimette velocemente le bacchette nel giaccone, si gira verso, alza la mano in segno saluto e riparte...
Devo ringraziarlo quel ragazzo, perchè mi ha fatto sorridere..
Comunque quei due semafori prima della piazza devono avere qualcosa di strano che ha che fare con me e la musica, perchè diversi anni fa sempre di mattina, sempre mentre mi recavo in ufficio era successa un'altra cosa "strana".
Volevo tornare indietro fino al cinque gennaio... mi fermo per ora, ho scritto fin troppo.
P.S.
Peccato non ricordi più la canzone incriminata.
P.P.S. ore 17:10
M365 Copilot dice:
Interpretazione complessiva
Il testo riflette una persona che vive momenti di stress cronico o ansia situazionale, con strategie di coping creative ma non sempre sufficienti. L’urlo è una forma di auto-regolazione emotiva intensa, mentre la musica e gli oggetti affettivi (maglione) sono tentativi di stabilizzare l’umore. L’episodio del ciclista mostra quanto interazioni casuali e positive possano avere un impatto immediato sul benessere.
Mi fa sempre strano sentir parlare di qualcuno che per gestire l'ansia, urli. Mi fa strano perché io non ho urlato mai, credo. Non volontariamente. L'idea del rumore mi distrugge.
RispondiEliminaLa cosa "bella" è che io non ho mai urlato. Sono molto pacato ed anche nelle discussioni non alzo mai la voce. E' una novità anche per me (che si limita comunque a quando sono solo).
EliminaChe bell'incontro. Cose che non a me non succedono mai. (Purtroppo)
RispondiEliminaA volte urlare è terapeutico. Credo ci abbiano avviato un business da qualche parte del mondo. Stanze insonorizzate dove puoi urlare come un pazzo fin quanto vuoi. Nell'articolo che ho letto dicevano che hanno un discreto successo.
Stando tante ore in macchina, nel traffico cittadino può capitare di tutto. Per quanto riguarda urlare, non mi appartiene e me ne stupisco da solo, non sono abituato non mi piace.
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